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Submerged | A rush of blood to my head

I was just guessing at numbers and figures, putting the puzzles apart
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Chi scrive qui potrebbe morire a breve. Dunque... firmate, che siamo fin troppi
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Chiarawrote:
dire che scrivi benissimo è limitativo..mi lasci a bocca aperta ogni volta che furtivamente mi aggiro nel tuo space.. 
31 Aug.
25 April

Valigie (un arrivederci?)

Si chiude con oggi la mia avventura sulla blogsfera internettiana. Lo space resterà qui, statico e privo di aggiornamenti. L’avevo scambiato per un porto, ora ha più l’aspetto di una nave alla deriva.

19 April

Comunicazione di servizio

Ipotesi: sto pensando di abbandonare il blog.

12 April

This house is a circus

La tv si è rotta. Il frigo, stranamente, pompa più forte del solito. Segnali (comunicanti?). Mettere i pensieri in fresco, staccarsi dal blu televisione. Così anche gli insetti la smetteranno di friggere sullo schermo del tubo catodico.

03 April

Deus ex machina

Non sceglieremo mai di nascere e non potremo mai scegliere di "non" morire. A differenza dell'animale, l'uomo da un lato non può sopravvivere senza conferire senso alla propria vita, e dall'altro, consapevole di dover morire prima o poi, non può evitare il destino tragico che costringe a costruire un senso in vista della sua implosione/spegnimento. Il cristianesimo cercò di portare l'umanità fuori da questa tragedia annunciata, promettendo "vita ulteriore a quella terrena", ed il benefit di un'esistenza eterna da guadagnarsi anche attraverso la componente del dolore, da concepirsi come conseguenza di una colpa originaria e caparra da pagare all'infinito. In questo strano modo il tragicodestinodimortenullaoblio veniva espulso dalla condizione umana facendo subentrare al suo posto la vana speranza accompagnata dalla fede, la quale garantisce che niente andrà perduto del tutto, e che la briciola di senso rimarrà a memento mori, poichè ogni cosa sarà custodita dallo sguardo di Dio. E il sommo male? Impossibile e sciocco sarebbe non rivolgere a Dio la domanda che un giorno il discepolo Giobbe gli fece a proposito delle sofferenze che avevano afflitto la sua vita. Il cristianesimo, quasi in maniera automatica, non attribuisce il male a Dio, ma all'antagonista opposto satana, alle cui tentazioni l'uomo può cedere come un castello di sabbia in riva al mare poichè libero di scegliere l'obbidienza ai comandamenti o per la loro palese violazione (vista l'assenza di vie di mezzo). Per il cristianesimo, quindi, dolore e male che ne conseguono non sono, come affermavano i pensatori greci, tratti costituenti della condizione dell'uomo, ma effetti dell'uso della libertà. Ciò di cui l'uomo va fiero, la sua essenza di libertà, in cui vede la sua differenza dal resto, è anche il fondamento del male, che quindi non dipende da Dio, ma dal libero arbitrio. Solo associandoci (non nel senso stretto del termine) a questa visone possiamo capire le parole, a volte incomprensibili che, in occasione di funerali o ritiannessieconnessi, sentiamo dire da preti o simili davanti alle bare. Sono convinto che un Dio alla fin fine esista, ma non così ritratto... da persone autoproclamate emissari di quest'ultimo. Le parole degli uomini di fede sfidano qualunque dolore di sorta, oltrepassano ogni sentire umano e finiscono per accorpare non solo il dolore, la sfuggevole tragedia, ma persino l'esperienza della morte alla colpevolezza umana, che ha inizio nel giorno della nascita se è vero, infatti, che occorre un rito qual'è il battesimo per accedere all'innocenza ed alle porte del paradiso. Pur di salvare strenuamente la bontà del suo Dio, il cristianesimo non esita un attimo soltanto a sobbarcare al dolore umano anche l'infimo peso della colpa. Per questo dubito fortemente che il cristianesimo sia la cosidetta religione dell'amore. Dell'amore per l'uomo, tanto proclamato e festeggiato, ma teologicamente smentito

(e non ditemi che devio le persone, gentili personaggi di un posto mattoni faccia-a-vista)

26 March

The calm & the storm

When everything is calm
I can be my own best friend
get a coffee and a paper
have my own conversation
with the sidewalk and the pigeons
and my window reflection

21 March

Chasing stairs

Le braccia della bilancia ballano
traslochi a valigie vuote.
E vorresti chiedermi perché sono ancora qui.

13 March

Serendipity | Means

E così guardò il parco giochi, sorpreso dalla desolazione, il campo di pallacanestro vuoto e costellato di buche, con un solo tabellone ancora in piedi. Direttamente sotto di lui, il vecchio campo di bocce infestato dalle erbacce. Un deserto. Più su,al secondo livello, il campo di softball vuoto, con l’asfalto arroventato, un’indolenza grave d’afa, la superficie scura tutta un baluginio di vetri rotti e due o tre uomini, li vedeva solo adesso, fermi vicino alla recinzione dell’area sinistra del campo, in pose ferali, come personaggi di spaghetti western, senza nome. Pensò che non dovevano avere dimestichezza con il linguaggio della speranza.

As a remedy to life in society I would suggest the big city
nowadays, it is the only desert within our means.

06 March

Nuvole sotto carica

Lo studio pullula di armi. Ciò che sembra invitante comfort a chi entra è in realtà un arsenale mascherato. Un telefono sulla scrivania squilla in continuazione. Tronca a uno la parola in bocca sul più bello e da alla controparte il tempo di aggiustarsi la risposta. Intanto, brani della telefonata mostrano quanti affari più importanti dell’attuale vengono trattati. Chiamata o no entra la segretaria. Il personale altro si fa in quattro per servire schedari dove l’ospite di turno verrà rubricato. Anche la poltrona fa il suo effetto, vi si sta appoggiati all’indietro come dal dentista, e alla fine, per giunta, si vede nell’intera tortura nient’altro che il normale corso delle cose. Una liquidazione concluderà presto o tardi anche questo trattamento.

04 March

Paralleli

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

20 February

Warning to ghosts

Disturbare la realtà è un’idea fissa. Talvolta mi invento diverso con persone che non conosco a fondo dicendogli di chiamarmi con un altro nome di avere diversi passati, diverse identità. Cambiar lenzuola ai miei fantasmi è una passione. Ma ogni tanto dimentico che le vesti indossate sono diventate parte di me. La mia immagine allo specchio non combacia. Trovo intatta un’estensione coprente del passato sul presente. E’ così che gli spettri che io inganno vedono a loro volta uno spettro in me. Presto o tardi la tartaruga raggiungerà Achille.

16 February

Sabbia tra gli ingranaggi

La sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo (diffuso, penetrante) dello sviluppo mentale (Pervasive developmental disorder syndrome, in sigla PDDS) caratterizzato dall' incapacità di capire, a volte, come interagire socialmente. Alcune caratteristiche sono la goffaggine e lo scarso coordinamento dei movimenti, difficoltà di relazioni sociali con incapacità di capire, interessi limitati, preoccupazioni inusuali, azioni ripetitive o rituali, peculiarità nella ricchezza del vocabolario e problemi di comunicazione extra verbale. Le persone portatrici della SdA hanno un raro e sviluppato senso dell'umorismo, con un'abilità non comune per i doppi sensi, i giochi linguistici, la satira e altro. Molti individui affetti da questa sindrome hanno eccellente memoria e ottime capacità musicali e sviluppano un fortissimo interesse verso uno o due argomenti (a volte con esclusione di quasi tutti gli altri). Possono parlare a lungo del proprio argomento preferito e ripetere una parola o una frase per molte volte. Dicono che la triade Wittgenstein / Isaac Newton / Albert Einstain ne fosse affetta. Ora qualche domanda me la faccio anche io (ma non preoccupatevi ne prendetemi sul serio)

12 February

Mad world

 
Alcune persone vivono esperienze tanto bizzarre da essere portate ad attribuirle ad interventi alieni, incontri ravvicinati del primo, secondo o terzo tipo. Io stesso ho avuto una di queste esperienze. Sostenere che si può trattare di un intervento extraterrestre può essere eccessivo ma giudicarla semplicemente un’esperienza insolita significa minimizzare. Diciamo che è stata estremamente insolita. Nel 1975 comprai del terreno. Anziché battezzare la proprietà “Gli abeti” o “La collina del sole” la chiamai “l’istituto per gli studi ulteriori”. Successivamente ne ribattezzai una parte “Coltivazione automatica di alberi: il fuoco e la rosa”. Piantavo veramente degli alberi che crescevano traendo l’acqua da uno stagno che funzionava da cisterna. Tuttavia credo che questo non abbia niente a che vedere con il fatto che una notte fui rapito da esseri misteriosi. All’epoca raggiungevo questa mia proprietà ogni venerdì. Una sera del 1985 vi arrivai verso mezzanotte. Ero solo in macchina ed avevo superato il test pratico di sobrietà essendo riuscito ad attraversare le montagne. Accesi le luci in cucina, posai la spesa sul pavimento e afferrai una pesante torcia nera. Ero diretto al gabinetto che si trovava in fondo alla collina. A meno di venti metri dalla capanna. Alcuni pensavano che di notte fosse un po’ impressionante, io no. Il sentiero che porta al gabinetto si dirige verso est e poi vira bruscamente a nord proseguendo per sei o sette metri. Scesi gli scalini ed in fondo ai gradini, sotto un abete, vidi qualcosa che brillava. Puntai la torcia notando che la cosa appariva più bianca nel punto in cui veniva colpita dal raggio di luce. Sembrava un procione. Più tardi mi chiesi se non si fosse trattato di un ologramma. Il procione mi rivolse la parola: “Buonasera”. Gli dissi, non ricordo esattamente cosa, forse “Salve”. La cosa successiva che ricordo è la camminata di mattina presto mentre tornavo verso casa. “Cosa diavolo ci sto facendo qui” mi chiesi. Pensai che forse ero svenuto trascorrendo la notte all’aperto. Ma le notti estive tra "Il fuoco e la rosa" sono umide mentre i miei vestiti erano asciutti e perfettamente puliti. Nella capanna le luci erano fioche. I sacchetti erano ancora sul pavimento. Pian piano gli avvenimenti della notte tornavano alla mente. Dov’era la pila? C’era un procione luminoso che parlava. Tornai verso il luogo d’incontro. Avevo la sensazione che non ci sarebbe stato niente e che mi sarei sentito frustrato e confuso. Cercai la torcia estendendo le ricerche a tutta la proprietà, ma niente. C’erano dei fatti – i vestiti asciutti, le luci accese – che non potevo negare. Eppure non mi spaventai. Non chiamai nessuno ma l’intera vicenda mi lasciò perplesso. Restava il fatto che dovevo risolvere delle occupazioni tra gli alberi. Arrivato alla loro ombra cominciai ad avere paura. Invertii la direzione e camminai veloce. Quando mi fermai mi girai e guardai il bosco “Che stavo combinando?”. Non ne avevo idea. E nessuna intenzione di tornare la. Filai verso casa. Passarono un paio di anni. Fui li di nuovo deciso ad effettuare una sorta di autoterapia. Avevo comprato una torcia nera nuova che attaccai ad un AR15, con caricatore da venti proiettili. Urlai verso il bosco “Questa è la mia proprietà! Via dai miei boschi! Ora! Se non potete muovervi, gridate. Avrete pietà. Fuori dai coglioni!”. John Wayne non avrebbe detto di meglio. Magari coglioni no... ma i tempi sono cambiati. Svuotai un caricatore addosso all’albero-centro delle mie paure. La psicoterapia risultò efficace. Mi trovavo poco tempo fa in una libreria con un libro di Strieber in mano. L’autore sosteneva di essere stato rapito dagli alieni. Ed al posto del procione lui “aveva” un gufo. Davanti al libro percepivo la sensazione di trovarmi di fronte a qualcosa di vagamente noto a partire dalla coincidenza del racconto. Nella valle dove ci sono i miei alberi sono successe cose strane. Il mio vicino pensa che la valle nasconda molti misteri ma che non ci sono problemi, che noi siamo la Realtà e che dobbiamo far solo vedere chi è che comanda: penso che John Wayne sarebbe d’accordo. Non mi sono più perso deliberatamente per qualche ora ma non mi rifiuto di ammettere ciò che è avvenuto. Si tratta del tipo di evento che la scienza definisce aneddotico perché si è svolto con modalità che non possono essere riprodotte. Però, è accaduto. (post deliberatamente ispirato a Kary Mullis ed alle sue divagazioni)
 
06 February

Sei del capricorno, submerged

Sto cominciando a riflettere sull’astrologia. Un po’ perché la persona nella foto dello scorso intervento mi parla spesso di pianeti e stelle, un po’ perché succede che tre perfetti estranei mi hanno collocato – giustamente – nel segno zodiacale del capricorno.
“Sei del capricorno vero?”
“Come fai a saperlo?”
Le chiesi come si comporta un capricorno. La risposta fu: “Come te”. Se stava tirando ad indovinare aveva visto giusto.
A campione ogni tanto lancio la domanda e c’è chi ne sa e chi meno, buttando inevitabilmente la risposta a caso. Una volta sono stato interrotto a metà di un discorso. “Sei del capricorno, ne sono certo”. Disse che lo vedeva dal modo in cui muovevo le mani mentre parlavo e dal fatto che tendevo a portarmi in avanti per poi ritirarmi. Considerato il numero di persone che avevano dichiarato il mio segno zodiacale e di coloro che lo avevano indovinato eravamo a due su due. Le probabilità semplici semplici le so ancora fare (nonostante non le tocchi da anni). La possibilità di tirare ad indovinare è una su dodici: due su due per uno su dodici è una possibilità su 144. Chiamalo caso.
Ieri ero all’università per due esami. Mentre parlavo con dei conoscenti si avvicina un mio collega. Di colpo informa il mondo circostante che sono del capricorno. “Come fai a saperlo scusa?”… Girandosi verso di me esclama: “Perché ti tiri indietro dopo esserci andato giù duro. E’ così che vi comportate”. Ovviamente si allontanò calmo pavoneggiandosi, come uno dei tanti scorpioni che mi stanno maledettamente sull’anima. Se è possibile indovinare con una probabilità così alta, osservando il modo di comportarsi di una persona (ed azzeccando razionalmente un segno del cielo) avendo una quantità di informazioni bassissima, l’astrologia si rivela veramente divertente. Per ora,comunque, mi basta andare d’accordo suffficientemente con il Toro.
Sono nato alle 05,18 (ora di Greenwich), del 22 dicembre 1984 a San Donà di Piave, Venezia. E questo, forse, vi fornisce più informazioni su di me di quelle che potreste trovare nei vari interventi sparsi del blog

26 January

E se questa fosse l'ultima notte del mondo?

Quando scopriamo che vi sono molte culture anziché una sola, e quando di conseguenza riconosciamo la fine di una sorta di monopolio culturale, illusorio o reale che sia, si prospetta la minaccia della distruzione della nostra stessa scoperta. Ad un tratto si presenta la possibilità che esistano solo gli altri, che noi stessi siamo altri tra gli altri. Una volta scomparsi ogni significato e ogni obiettivo diventa possibile camminare tra le cività. Hai ancora tanta strada da fare, submerged.

18 January

Take a listen to the good the bad and the submerged

Sono stato firmatario insieme ad un po’ di blogger (vedi inchiostro su splinder) rispetto la miopia di una casa discografica (vedi Emi) nei confronti del web 2.0 e del suo rapporto con l’industria musicale 1.0 / copyright . Le politiche di autoconservazione a me non sono mai piaciute e così mi è parso giusto battersi per un disco che di autoconservazione culturale non ne esprime… anzi… assomiglia al mercato di camden town a Londra… very british ma al contempo interculturaleopenminded. Sta di fatto che è stata ceduta, direttamente dai vertici della sopraccitata major, buona parte del nuovo episodio di Damon Albarn (Blur), Paul Simons (Clash) e l’ex The Verve, Simon Tong, as “The good the bad and the queen” in versione mp3. Una sorta di esperimento riuscito a metà che forse crescerà con il tempo e gli ascolti, comunque inatteso e spesso imprevedibile nei cambiamenti – drastici – di sound. Ottimo regalo, bella figura e risultato nel quale non ci perde nessuno. Sotto gli scaricamenti diretti a due tracce. Solito clic destro e “salva con nome” le istruzioni.
Kingdom of doom (prossimo singolo)
Northern whale

11 January

Everybody wants to be Miles Davis

Miles, disgraziato integrale che non sei altro! Sto qui ad aspettare tutti sti anni e tu scodelli, dall’oltretomba, degli scarabocchi semi-congelati della serie “Bitches brew” in quello che dovrebbe essere il tuo cofanetto definitivo visto quindici giorni fa in vetrina da Pasqua (negozio, che tra l’altro, frequento sempre meno perché sono della generazione ipod e scarico in mp3 snaturando la vera Essenza della musica…a detta dei gotha del vinile). Roba per morti viventi. Accidenti, se si tratta di sfruttare i propri comodi è stato molto più figo McCoy Tyner mentre farfugliava uno dei suoi disgustosi assoli di piano, disgustosi quasi come i rumorini sciaguattanti che fai tu sotto leziosaggini che sono persino peggiori degli Earth wind and fire e degli ultimi Stones (sarebbe da fargli pat pat sulla schiena e dargli una mano per rendere meno depressivo il prossimo album). Non dico che nel cofanetto ci vanno i pezzi che voglio io (ci fossero tutti sborserei i 60 euro per l’acquisto del blocco di cemento armato contenente la tua raccolta) ma almeno una “Rated X” l’avrei messa. A nessuno piacerà, li nel mezzo, ma almeno sarà comprensibile con chi il mondo ha avuto a che fare. (Mi consolo e vi consolo con gli Psapp che hanno rielaborato in chiave jazz il tema degli aristogatti, clic qui 

07 January

Analisi estemporanea e poco costruttiva (non riuscita) di una società assediata in progressione geometrica da nuovi invisibili guasti giornalieri

Complice una non precisa innovazione “tecnologica” nei modi di vivere, che si ripercuote, gioco-forza, sulle emozionii, un gruppo di umanoidi (a loro stessa insaputa) sostanzialmente allineato al modello culturale imperiale, che accetta passivamente assorbendo per osmosi ciò che pare calato dall’alto ma che in realtà è prodotto dagli umanoidi stessi, accade che gesti e parole vengono ridotti/e ad una spettacolarità immediata ed ad universo linguisticamente ipermoderno. Il tratto che sale in superficie, a mio modesto parere, è il più evidente da registrare: uno smottamento della qualità complessiva del gesto e della parola, una perdita di anima a dispetto della quantità. Non sopporto la continua inciviltà nella gestione di uno dei sentimenti più nobili della persona (nell'intervento linkato è appena accennato) e di tutti quelli che lo seguono a ruota o che vi sono gerarchicamente vicini nella mia scala di valori. Sono ben cosciente che ciò che si salverà non sarà mai quello che abbiamo tenuto al riparo dai tempi ma ho seri dubbi che ciò che abbiamo lasciato mutare, poiché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo, abbia le stesse caratteristiche di quanto sto vedendo sfumare sotto i miei occhi.

04 January

Parole, silenzi, lezioni

Anche il sentire, a volte, ha bisogno del dire.

Ho cominciato l’anno con questa canzone: “Hardcore days and softcore nights”. Eccola qui

25 December

Submerged, un vero blogger

Si vede perchè posta anche il giorno di Natale ma non sa che cosa scrivere. Quello che posso fare è lasciarvi una canzone a tema coverizzata Coldplay. Cliccate qui con il tasto destro del mouse e fate un salva con nome

Queste pagine oggi sono in associazione con Menade.danzante seppure quest'ultima non sia a conoscenza del fatto (comunque le farà piacere)

23 December

Folate di vento

Qui la gente va veloce ed il tempo corre piano
come un treno dentro a una galleria
tra due giorni è Natale e non va bene e non va male
buonanotte torna presto e così sia

20 December

Procuratemi una slitta

Una striscia animata del 1965 ideata da Charles Schulz dal titolo “A Charlie Brown christmas” ha in me alterato da tre anni la concezione di città addobbata a festa e di ciò che dovrebbe farle da contorno in questo quindicinale particolarmente insulso di fine dicembre. Ecco quindi che chiedo: strade più o meno come queste…

Omini della medesima fattura nemmeno toccati dall’ossessione del giro vorticoso di negozi per la caccia all’oggetto desiderato…

Una festa del 31 che potrebbe svolgersi tranquillamente così. E’ troppo?

17 December

Passi lunghi e ben DISTESI

(sottotitolo: Come la tecnologia viaggia). C’è spesso una piccola tragedia alla base della comicità. Difficile quindi trattenere una fragorosa risata anche di fronte ad Asimo, l’androide di casa Honda che alla sua presentazione ufficiale di qualche giorno fa ha ben pensato di asfaltarsi al suolo scendendo le scale. Lo schianto è strepitoso visto che il robot non pensa minimamente di proteggere la sua caduta parandosi con le braccia. Se ne vanno in frantumi quasi 2 miliardi di dollari. Ora è bene lasciare disponibile il video per i posteri. E qualcuno insegni ad Asimo a scendere le scale.

12 December

(croce)via

"I don't have a soul to save
yes and I sin every single day"

Le piscine perdono acqua
le autostrade conducono nel nulla
i tunnel non vedono la luce
          (pigri fumi)
__________________________
taluno sovverta ogni disegno
nella marea a moto alterno
si compia il destino 
                           sul frangente
labile
dell'orizzonte degli eventi

05 December

Dicembre andiamo

Siamo il cinque di dicembre. Sono sotto stage. Sono sotto farmaci. Sono sotto esami. Tra un po’ sarò anche sottoterra.

C’è chi se la passa peggio, relativamente. E’ finito il matrimonio di Kid rock. Della serie… mai fidarti della gente che beve certe birre. Alla sua feste tracannava esclusivamente Corona.

404 ministro not found: continuo a non capire uno come Mastella. 
 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: “Submerged, devi essere più leggero quando scrivi”.

Nota a margine: sono stanco
dell
'artificiale sincronia che porta ad avere sempre le solite storie contemporaneamente su tutti i giornali. Io desidero un giornalismo di parte. Dalla mia parte.

Scaldatevi il Natale: è uscito il nuovo cd di Bright eyes – Noise floor. Ha anche una copertina decente, secondo me. Qui potete ascoltarvelo.

Il mio ipod ha scoperto la musica di Sondre Lerche con i Faces down quartet. Un ringraziamento speciale va a lui.